chi siamo

Alessandra Ballarini, Alessandra Guerrera, Connie Colavecchio sono la Dischi Durevoli Records dal dicembre 2024. Ognuna di loro ha dedicato alla scena underground idee e energie collaborando negli anni a diversi progetti e ad organizzazione di live innovativi sempre militanti rispetto al senso dell’arte. Nel gennaio 2026 entra a far parte dell’etichetta Michela Polini aggiungendo al gruppo una conoscenza ulteriore: visione culturale ed esperienza nel mondo del Silent Book.

Vogliamo pubblicare i lavori di artisti/e a loro modo vicinə al nostro modo di vedere il mondo. Pubblicare lavori di questə musicistə è quindi una naturale evoluzione di un pensiero presente da tempo in noi tre. Siamo una piccola produzione autogestita che si ispira alle pratiche DIY*.

Ci occupiamo anche degli aspetti legati all’etichetta che riguardano la produzione di vinili, cassette e supporti digitali, la distribuzione (partnership con Goodfellas®), l’ufficio stampa (partnership con PEYOTE Press) e l’organizzazione di concerti per la promozione dei dischi.

DISCHI DUREVOLI: perché questo nome?

Semplice. Il più delle volte la musica e le cose in questo periodo storico post-moderno passano di fretta, senza lasciare granché. Forse è un’utopia ma nel nostro caso è intenzionale l’uso dell’aggettivo durevole per rendere sostanziosa la proposta musicale che proviene da scelte mirate.

Scelte mirate da cosa?

Dalla territorialità. Siamo collocat* a Roma Est, una zona metropolitana ricca di persone che hanno molte relazioni libere dalle logiche performative e capitalistiche di mercato. Insomma non si vive di solo pane (e quello ci manca a volte…) e tanti stimoli si materializzano in progetti culturali, artistici, politici. Sì perchè la politica sta dentro le cose che si esprimono e in questo quadrante non manca l’humus per generare musica, letteratura e opere d’arte.

Dal modo di fare musica. Qual è l’arte musicale che andiamo cercando? Sicuramente non il mainstream, non la banalità del fast-food, non l’accomodante X-Factor ma l’esercizio del dubbio, dello stupore e anche dell’insolito. Forse non a tutti, anzi sicuramente, piaceranno le nostre scelte ma non è necessario piacere a tutti per essere felici.

Dalle persone che fanno musica. Le persone fanno la differenza per noi. Se sei anomal*, stran*, leggermente disadattat* ma soddisfatt* di come sei, sicuramente fai parte di una minoranza e quindi hai cose da dire in musica. Siamo inclusiv* soprattutto quando si parla di stranezza in musica.

Con etica DIY (acronimo di Do It Yourself, equivalente dell’italiano fai da te) ci si riferisce ad un’etica anticonsumista dell’autosufficienza che prevede lo svolgimento di attività senza l’aiuto di un esperto pagato. L’etica del fai-da-te promuove l’idea che chiunque sia in grado di acquisire le conoscenze richieste per svolgere una certa varietà di compiti invece di affidarsi a dei tecnici. Il termine può riferirsi a una varietà di discipline, tra cui il miglioramento della casa, il primo soccorso, alcune attività politiche o i lavori creativi.

(Fonte Wikipedia)